trekking neve passo culmine di san pietro piani di artavaggio ciaspole

Escursione invernale dal Passo Culmine di San Pietro ai Piani di Artavaggio

Per permettere a Claudia di provare la nuova attrezzatura invernale non potevamo chiedere di meglio: una coltre immacolata di neve bianca sul sentiero che collega il Passo Culmine di San Pietro con i Piani di Artavaggio

Un’immagine che dice tanto sull’innevamento ai Piani di Artavaggio durante la stagione invernale 2017-2018

Certo, nel momento in cui ho scelto di percorrere il sentiero 21 invernale che collega il Passo Culmine di San Pietro con i Piani di Artavaggio non me lo aspettavo minimamente, anzi…

A leggere ciò che altri avevano riportato sui loro siti web, mi aspettavo una “passeggiata” facile facile con un discreto dislivello e senza particolari difficoltà.

Ma come consuetudine vuole, ogni volta che decidiamo di fare un’escursione facile facile, la stessa si trasforma in una epica avventura [o avventura epica, nda].

E così è stato per l’escursione dal Passo Culmine di San Pietro ai Piani di Artavaggio

Tempo fa, quando mi stavo organizzando per fare una ciaspolata al Rifugio Cazzaniga-Merlini dai Piani di Artavaggio, avevo trovato vari post sul web che parlavano di questa variante che collega il Passo Culmine di San Pietro ai Piani di Artavaggio.

E così, quando si è presentata l’occasione per Claudia di provare le nuove pedule Salomon e i pantaloni Patagonia invernali appena acquistati l’ho scelta come “escursione test”. Insomma:

  • Claudia di tornare all’Alpe del Vicerè per provare le pedule lungo il giro ad anello sul Monte Bollettone non ne voleva sapere
  • io di portarla in Grigna con le pedule nuove e il rischio valanghe molto alto non ne volevo sapere
  • entrambe volevamo mettere dislivello e ore di marcia sulle gambe con lo scopo di prepararci all’ascesa al Rifugio Brioschi

Tre erano le possibilità per raggiungere i Piani di Artavaggio dal Passo Culmine di San Pietro

  • una strada carrabile, ben visibile lungo la strada che da Moggio sale al Passo Culmine di San Pietro. Si trova a ridosso di una casa di montagna in pietra e c’è una sbarra di ferro proprio all’inizio. Impossibile sbagliare 😉
  • il sentiero 21 estivo, con partenza dalla chiesetta del Passo Culmine di San Pietro. “non si vedono i bolli rossi sui sassi in estate, figuriamoci con tutta questa neve. Perdereste facilmente la via
  • il sentiero 21 invernale che, dopo aver attraversato un piccolo gruppo di case, sale dapprima dolcemente lungo la costa della montagna attraverso un sentiero immerso in un bellissimo bosco di faggi e conifere per “impennarsi” di colpo inerpicandosi attraverso dei pascoli estivi fino a raggiungere una malga di montagna e ricongiungersi con la carrabile di cui al primo punto.
  • La nostra scelta, come abbiamo già detto, è ricaduta sul sentiero 21 

Sulla carta, l’itinerario lungo il sentiero 21 ci avrebbe consentito di raggiungere più agevolmente e in meno tempo i rifugi in quota [Cazzaniga, Nicola, Sassi Castelli, Casari e Baita della Luna, nda], oltre a farci godere di un panorama decisamente migliore e a risparmiarci anche qualche centinaio di metri di dislivello.

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Vista sul Monte Resegone e sul Monte due Mani in un momento di pausa

Mai e poi mi sarei aspettato di dover aprire la via lungo il sentiero 21 invernale in mezzo ad una coltre di neve immacolata alta più di un metro

Quando siamo partiti dal Passo Culmine di San Pietro, a terra c’erano meno di dieci centimetri di neve dura e, una volta passate le case di montagna lungo il percorso, guadagnato il sentiero nel bosco la neve era praticamente sparita dalla traccia.

Immersi in un magnifico bosco di faggi misto a conifere lungo un bel sentiero che si sviluppa lungo il fianco della montagna in modo abbastanza graduale, ci stavamo godendo la nostra escursione in montagna alla grande.

Ritmo buono, gambe agili, giornata decisamente bella e morale… alto, molto alto 🙂

Mentre saliamo, già mi vedo in discesa in compagnia della mia Charlene in una splendente giornata di inizio estate.

Molto bene segnalato con frecce metalliche e bolli rossi su sassi e alberi, il sentiero 21 invernale che sale ai Piani di Artavaggio dal Passo Culmine di San Pietro non ci ha creato grossi “grattacapi”

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Escursionista sfinito su coltre immacolata di neve
(Piani di Artavaggio, all’uscita del sentiero 21 che sale dal Culmine di San Pietro)

O almeno, non ce li ha creati fino a che, usciti dal bosco, la neve è tornata a comparire piano piano e sempre più abbondante fino a quando… Non abbiamo cominciato a “perdere” la traccia del sentiero.

Abbiamo così iniziato a farci strada tra la neve seguendo le tracce di altri escursionisti passati prima di noi e, quando erano visibili, i bolli rossi sui sassi e sugli alberi.

Seguendo le tracce di chi era passato prima di noi, siamo anche finiti un paio di volte sulla strada sbagliata e, tornati sui nostri passi, abbiamo faticato non poco a trovare quella giusta.

Ma aguzzando la vista qua e là per cercare i segnavia sui sassi e sugli alberi, piano piano abbiamo raggiunto una vasta radura con un grosso faggio, alla fine di uno strappo in salita.

È qui che le tracce dei nostri predecessori si interrompono e così, calzate le ghette, ci siamo avventurati in mezzo alla immacolata coltre di neve davanti a noi.

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Claudia si fa strada nell’alta coltre immacolata di neve

Avanzando a piccoli passi e sprofondando fino all’inguine, ci siamo fatti strada nella coltre di neve aiutandoci anche con i bastoncini da trekking fino a raggiungere, con non poca fatica, quella che in assenza di neve è un’area pic-nic attrezzata con tavoli e panche di legno

Raggiungiamo la cima di uno scollinamento e, dopo aver ripreso un po’ di fiato, dirigiamo verso una malga che si trova alla nostra destra, poco sopra di noi.

Mentre mi alzo, davanti a noi i cartelli che indicano (in direzione di dove siamo arrivati) il sentiero 21 estivo che torna al Passo Culmine di San Pietro

Qualcosa non deve essere andato nel verso giusto lungo il percorso” dico a Claudia “credo proprio che ci tornerò quest’estate per capire bene come si sviluppa questa traccia“.

Mentre camminiamo e parliamo, davanti a noi inizia ad aprirsi una vista magnifica fatta di montagne innevate ovunque.

Sotto di noi, alla nostra sinistra, ecco comparire la strada carrabile che sale dalla strada a ridosso della baita in pietra lungo la Provinciale. Sarà la nostra traccia per il ritorno.

Stanchi ed affamati, raccogliamo le ultime energie e raggiungiamo il Rifugio Casari ai Piani di Artavaggio

Sono le 15:00 circa e, entrando nel rifugio, chiediamo se è ancora possibile mangiare un boccone.

Una volta ricevuto l’ok dalla cucina ci accomodiamo in un tavolo insieme al nostro amico Cinghiale da Norcia per rifocillarci a base di pizzoccheri, stinco di maiale, vino, birra, dolce, caffè e… pane a volontà!

cucina tipica della valsassina al rifugio casari dei piani di artavaggio nel trekking dal culmine di san pietro
Pizzoccheri e cibarie varie in compagnia del nostro amico “Cinghiale da Norcia”
(Rifugio Casari, Piani di Artavaggio)

Una volta recuperate le forze, con passo lento e deciso ci rimettiamo in marcia verso valle lungo la strada carrabile che ci riporterà al Passo Culmine di San Pietro [ovvero a circa un km di distanza dallo stesso, nda].

La stanchezza muscolare, accumulata per superare il tratto di neve alta, inizia a farsi sentire, specie nel primo tratto in falsopiano allontanandoci dai Piani di Artavaggio. Ma la vista sulle montagne ce la fa dimenticare presto e lungo la strada ci fermiamo a scattare qualche foto.

Lungo tutta la discesa siamo immersi in una coltre di neve morbida e allo stesso tempo ghiacciata [la strada è esposta a nord, nda] e nei tratti in falso piano le gambe ne risentono.

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Eccoci in discesa lungo la strada carrabile che ci riporterà ai Piani di Artavaggio

Stanchi della monotonia della strada carrabile, ce ne andiamo in freeride tra gli alberi in un paio di occasione, così da “tagliare” un po’ il percorso diventato veramente palloso e privo di ogni spunto interessante volto a distrarre la testa dalla stanchezza accumulata.

Lungo la via incontriamo diversi sci-aplinisti che salgono ai Piani di Artavaggio in notturna. Dormiranno in quota e la mattina dopo chissà da dove scenderanno con i loro sci.

Arrivati in fondo alla carrabile svoltiamo a sinistra e prendiamo verso monte per raggiungere nuovamente il Passo Culmine di San Pietro e recuperare la macchina.

Mentre camminiamo, alla nostra destra il sole tramonta. Davanti a lui si stagliano le sagome del Resegone, del Monte Due Mani e delle due Grigne.

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Un ultimo sguardo alle Grigne e al Monte due Mani prima che il sole tramonti dietro di loro

Percorriamo in totale silenzio il chilometro che ci separa dalla macchina, godendoci il paesaggio, innamorandoci di cotanta solitudine e centellinando le ultime energie rimaste.

Quando arriviamo alla macchina i bar in loco sono già tutti chiusi. “Nemmeno il tempo per una birretta ci hanno dato Dietta!!!” esclamo rivolgendomi a Claudia.

Ci togliamo gli scarponi, calziamo le scarpe asciutte, un po’ di stretching, saliamo in macchina e iniziamo a dirigere verso casa.

Abbiamo percorso qualche centinaio di metri, quando una lepre attraversa la strada e si ferma ad osservarci. Ci sorride e scappa via in mezzo alla neve.

Che esperienza, che avventura che abbiamo vissuto alla nostra escursione ai Piani di Artavaggio dal Passo Culmine di San Pietro

E adesso che sto finendo di scrivere il post e mi ritornare in mente tutto, le emozioni provate a fine giornata tornano a scorrere nelle mie vene e mi sento formicolare ovunque 🙂

“A bocce ferme”, come si dice, credo inoltre che questa escursione ai Piani di Artavaggio ci abbia aiutato ad allenare tantissimo la testa e a preparare nel migliore dei modi la nostra escursione invernale al Rifugio Brioschi in vetta alla Grigna Settentrionale.

A proposito: quest’estate sono tornato sul “luogo del delitto” per battere la traccia senza neve e… sono riuscito a perderla anche in quella occasione, ma a causa dell’erba alta. Ve ne parlerò sicuramente in un altro post 😉

neve in abbondanza ai piani di artavaggio durante un trekking dal culmine di san pietro
Probabilmente una delle più belle immagini che i nostri smartphone abbiano potuto catturare durante i trekking della scorsa stagione invernale
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.