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Escursione invernale Alpe Cainallo – Rifugio Bietti-Buzzi

Nel nostro “girovagare” sui sentieri del Gruppo delle Grigne e del Resegone siamo finiti sulla traccia che collega l’Alpe Cainallo al Rifugio Bietti-Buzzi nel Parco della Grigna Settentrionale

Premesso che

  • dovremmo imparare meglio a lasciarci alle spalle gli sbattimenti più spesso…
  • dovremmo iniziare ad alzarci un po’ prima dal letto in modo tale da poter godere più a lungo dei benefici che il camminare in montagna regala…
  • dovremmo imparare a pianificare con anticipo dove andare a pestare le suole delle nostre scarpe da montagna…

… qualche settimana fa, mentre eravamo ancora nel letto, decidiamo di uscire a fare due passi facili facili sulla neve in montagna, tanto per far muovere un po’ le gambe.

E così, dopo la colazione, mentre io spulcio la guida del Touring Club Italiano con gli itinerari delle Grigne e del Resegone, Claudia naviga sul sito web simand.it… entrambe alla ricerca della nostra nuova meta da visitare.

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Un’immagine scattata durante l’escursione dall’Alpe Cainallo al Rifugio Bietti-Buzzi. La galleria fotografica completa la trovate sulla pagina Facebook di Agenda Degli Appunti

Dall’Alpe Cainallo (Esinio al Lario) al Rifugio Bietti-Buzzi, nel Parco della Grigna Settentrionale

È su simand.it che scoviamo la nostra escursione del giorno.

Gli itinerari montani su questo sito web sono tutti molto ben descritti e specificano anche se l’escursione sia “quattro stagioni” o meno, nessuna eccezione.

Lì per lì però non facciamo caso al fatto che l’unica stagione “sconsigliata” per l’escursione dal Cainallo al Rifugio Bietti-Buzzi sia proprio l’inverno e da casa per raggiungere l’Alpe Cainallo sono un paio di ore di macchina… ma optiamo comunque per questa opzione.

L’itinerario sembra semplice ed ideale per tenere le gambe in movimento e godersi un po’ di pace” dico a Claudia… let’s go! Mai mi sarei aspettato un’uscita così lunga, con così tanta neve e con la (quasi) totale assenza di altri escursionisti lungo la percorrenza.

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La Porta di Prada

Ma cosa sarebbe il mondo senza avventura? E, soprattutto, per fare nuove esperienze e mettersi un po’ alla prova bisogna frequentare posti e sentieri nuovi. Naturalmente bisogna sempre avere ben impresse nella propria testa le proprie capacità ed i propri limiti.

Dai traversi in costa nella neve fresca (dove le gambe sprofondavano fino alle ginocchia) alle vertigini per qualche passaggio al “limite”, passando per i panorami stupendi che abbiamo avuto modo di ammirare e per la presenza di antichi fossili sulle rocce di dolomia, l’itinerario ci ha riservato moltissime belle sorprese e ci ha rilasciato delle ottime vibes, fino alla fine.

Nel tragitto Alpe Cainallo – Rifugio Bietti Buzzi, abbiamo fatto (e trovato) una serie di nuove esperienze di montagna che difficilmente credo si ripeteranno. E trovo che farle insieme è quanto di più bello ed appagante ci possa essere 🙂

Raggiunto con la macchina il parcheggio dell’Alpe Cainallo a ridosso dell’omonimo rifugio e ski-lift (in inverno non si può salire più su), recuperati gli zaini dal baule ci siamo messi in cammino e, di buon passo, abbiamo raggiunto a piedi l’ultimo parcheggio lungo la strada (aperta in assenza di neve) dove “attaccano” i sentieri (cliccando QUI potrete vedere la posizione direttamente su Google Maps).

Seguendo le indicazioni per il Rifugio Bietti-Buzzi, l’itinerario (un paio d’ore in inverno se ci si ferma a fare foto, ammirare il panorama e riposare ogni tanto) si sviluppa per lo più in costa lungo il sentiero n.24 raggiungendo prima la Bocchetta di Prada, poi il Bivacco dell’89° Brigata Poretti, poi la porta di Prada ed infine il Rifugio stesso (chiuso nel periodo invernale).

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Le frecce che indicano gli itinerari praticabili partendo dal parcheggio che si trova alla fine della strada che sale a sinistra della “stazione sciistica” dell’Alpe Cainallo

Abbastanza agile all’inizio, e quasi sempre in costa, il sentiero si è “impennato” solo un paio di volte mettendo alla prova il nostro allenamento cardio-respiratorio e il nostro ritmo, sviluppati comunque alla grande nelle precedenti escursioni.

I lunghi traversi sulla neve lungo il fianco della montagna, tracciati da qualche escursionista che ci aveva preceduto, ci hanno dato modo di “metterci alla prova” in qualcosa di nuovo che fino ad oggi non avevamo mai provato.

L’esperienza in se è stata veramente eccezionale, ma ce la siamo goduta solo “a bocce ferme”. Sul posto, eravamo molto più presi a prestare attenzione a come e dove mettevamo i piedi

Con la neve più compatta e dura e i ramponi ai piedi [e complici il calar del sole e delle temperature, nda] la via del ritorno è stata molto piacevole e veloce e Claudia ne ha anche approfittato per un paio di scivolate sulla neve old skool [cioè “culo a terra”, nda].

Ma devo confidarvi che una volta arrivati in prossimità della “pista da sci” a ridosso del parcheggio dell’Alpe Cainallo, anche io mi sono lasciato andare e “culo a terra” ho dato anche io libero sfogo ad una bella scivolata sulla neve.

Oramai eravamo arrivati ed era più che giusto allentare un po’ la tensione da concentrazione che si era creata strada facendo.

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Fossili nella dolomia lungo il tragitto che collega l’Alpe Cainallo al Rifugio Bietti – Buzzi

Lungo il tragitto Alpe Cainallo – Rifugio Bietti-Buzzi abbiamo avuto modo di fare moltissime nuove esperienze, immergendoci nella quasi e più totale solitudine e rilassatezza

Se fossimo usciti di casa proprio con l’intento di recarci in un luogo pressapoco deserto e con sentieri innevatissimi per goderci un po’ di pace e montagna… di sicuro la cosa non ci sarebbe riuscita così bene!

Come mai accaduto fin’ora, ci siamo goduti appieno la nostra escursione in montagna e siamo tornati a casa con un bagagliaio colmo di nuove esperienze e ottime vibes 🙂

Sul sito web simand.it abbiamo inoltre scoperto che, una volta raggiunto il Rifugio Bietti-Buzzi, proseguendo il cammino si può raggiungere anche il Rifugio Brioschi sulla vetta del Grignone [aka Grigna Settentrionale, nda] per chiudere poi un fantastico giro ad anello percorrendo, in discesa, il sentiero che collega il Brioschi stesso al Rifugio Bogani.

Itinerari entrambi che, una volta tornati a casa, mi sono accorto essere illustrati anche sulla guida del Touring Club Italiano cosa che, magari per il fatto che fin’ora abbiamo sempre “evitato” gli itinerari sulla Grigna Settentrionale, a me era completamente sfuggita.

Adesso speriamo solo di riuscire a prepararci nel modo giusto per affrontare la lunga escursione che ci porterà al Rifugio Brioschi, che sono sicuro ci darà grande soddisfazione.

Stay tuned 😉

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In lontananza il Rifugio Bietti-Buzzi

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