la scoperta in mountain bike del sentiero del monte morto al campo dei fiori di varese

La scoperta del sentiero del Monte Morto

Ogni giorno che passa, la mountain bike mi riempie sempre più l’anima di “good vibrations”

Qualche giorno fa vi ho riproposto (ridatandolo) un post del vecchio blog che, se così possiamo dire, era l’incipit di questo post, scritto a distanza di qualche giorno dopo una mattinata di mountain bike al Parco del Campo dei Fiori insieme alla cumpa di ASD Emissioni Zero.

Una mattinata di “finocchi e freeride” che mi diede modo di scoprire, percorrendolo in salita, il sentiero del Monte Morto per la prima volta.

Qualche giorno dopo tornai sulle mie tracce insieme ad Ale [Cecconello, nda] per scoprirlo in discesa, perchè in salita mi sembrava sprecato 🙂

Di li a poco, il sentiero del Monte Morto sarebbe diventato uno dei sentieri più popolari del Parco del Campo dei Fiori tra i mountain bikers

Di li a poco sarebbero successe molte altre cose su questo sentiero, che potete scoprire da voi su questo stesso blog, su Strava, sul sito web di ASD Emissioni Zero e sui canali YouTube mio (clicca QUI) o dell’ASD Emissioni Zero stessa (clicca QUI).

Ma lasciamo parlare l’energia…

16 novembre 2014 | Esplorazioni d’autunno

sentiero monte morto campo dei fiori di varese mountain bike freeride avventura parco

Con tutta quell’acqua che scorreva, come avrei mai potuto aspettarmi che sotto c’era un sentiero così divertente?

Uscire più volte durante alla settimana alimenta sempre più il mio spirito, il mio essere un po’ cinghiale [come dice la mia donna, nda]. Stimola le mie endorfine e la mia mente.

Non mi sentivo così bene da tanto, forse troppo tempo!

Ieri, come già successo venerdì in Valle Olona, quel sentiero al Parco Campo dei Fiori di Varese mi stava chiamando.

L’avventura era lì, dietro l’angolo e io… io mi ci sono infilato alla grande, con il sorriso sulla faccia urlando al resto del gruppo “ragazzi scusatemi, mi butto un attimo qui dentro, ci vediamo più avanti”.

Mi sono buttato alla scoperta di un sentiero nuovo, un po’ con la solita incoscienza e senza pensarci due volte.

Il primordio, come lo chiamano gli amici di Montanus – The wild side, ha avuto il sopravvento. Non sapevo dove stavo andando, ma mi piaceva quello che stavo facendo e, soprattutto, questa esplorazione.

Normalmente non lo faccio, anzi. Normalmente dico sempre a tutti che quando si esce in gruppo si sta tutti insieme.

Ma la voglia di scoperta vibrava dentro di me come non mai in quel momento.

Mi è spiaciuto lasciare i ragazzi, un po’ anche con la preoccupazione di chissà dove fossi finito. Mi è spiaciuto in principal modo perchè avrei voluto condividere insieme a loro questa nuova scoperta.

happiness is real only when shared

Esplora che ti esplora, giungo alla fine alle quattro strade, crocevia del sentiero 10 del Campo dei Fiori. Davanti a me il sentiero 10 verso Orino, alla mia destra il sentiero 2 verso Pian delle Noci, dietro di me il sentiero del Monte Morto e alla mia sinistra il sentiero 10 verso la cascina Caddè.

Alla fine sono tornato sulla porzione di sentiero che ormai conosco a menadito.

Il resto del gruppo era già passato di la da tempo sicuramente. Io, tra esplorazione, un paio di cadute e la ricerca della Garmin VIRB caduta tra le foglie, mi sono attardato rispetto a loro.

Quando li ho raggiunti ero tutto contento, avevo un grosso sorriso sulla faccia.

Ho chiesto scusa e loro, giustamente, mi hanno “insultato” un po’ 🙂

Ho raccontato la mia esperienza esplorativa e abbiamo concluso tutti insieme il giro. Li dietro, a chiudere il gruppo, mi son goduto le “vibrazioni” per il resto del giro e per il resto della giornata.

Ancora adesso, mentre sto scrivendo, le sento ancora dentro… e la voglia di esplorazione mi assale!!!

Il sentiero mi chiamava, mi ci sono infilato dentro con il sorriso sulla faccia, quel sorriso che hanno i bambini quando scoprono qualcosa di nuovo. Mi ci sono buttato dentro, alla scoperta. Una scoperta che vibrava dentro di me come mai. Mi spiace aver lasciato i ragazzi sulla via principale, con la preoccupazione di chissà dove fossi finito… avrei veramente voluto condividere con loro questa meravigliosa scoperta
Happiness is only real when shared

Alla prossima puntata 😉

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