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I dubbi amletici di me stesso

To be or not to be… ogni volta che un dubbio mi assale, ecco Amleto che fa capolino nella mia mente

Livigno, 4 Luglio 2014, tre mesi fa

To be or not to be” ma avrei voluto essere li (ho fatto anche la rima) quando è stato dato il “triste” annuncio dell’annullamento del Red Bull Wide Open che si sarebbe dovuto tenere proprio a livigno.

Mi sarebbe piaciuto poter capire di persona quale sia stato il “vero problema” che ha scaturito tutto, perchè non voglio credere che un evento di portata mondiale sia stato annullato per i motivi che si sono letti in ogni dove.

Ma, soprattutto, non voglio credere al fatto che il Red Bull Wide Open sia stato annullato a causa delle segnalazioni, ricevute dalle autorità competenti da un local al quale la cosa proprio non piaceva.

In quei giorni avevo già pensato a scrivere un brain storming, ma così a caldo sarei stato troppo “sentimentale” e poco riflessivo.

Poi, qualche giorno dopo, l’8 Luglio viene approvato, in sede di Consiglio Regionale della Regione Lombardia, il PDL124 che integra e modifica alcuni articoli della Legge Regionale numero 31 del 5 Dicembre 2008 (LR31/2008) e tra me e me penso “essere o non essere, dove abbiamo sbagliato anche questa volta?”

Qualcosa non mi era chiaro, qualcosa non mi sconfinferava… e capirete il perchè!

Per farvela breve, la LR31/2008 tratta della viabilità agro-silvo-pastorale, con particolare riferimento al “divieto di transito ai mezzi motorizzati non autorizzati (motociclette, quad, etc…) su strade agro-silvo-pastorali, mulattiere e sentieri, nonchè nei boschi e nei pascoli sul territorio della Regione Lombardia”.

Alla fine del 2013, è stato presentato in Consiglio Regionale, un progetto di legge per le modifiche e le integrazioni alla LR31/2008 (il PDL 124, appunto), progetto del quale avevo già sentito parlare a suo tempo, e contro il quale avevo firmato anche io una petizione del CAI.

Il progetto, sinteticamente, proponeva di inserire una “deroga alle amministrazioni locali, per consentire il transito temporaneo dei mezzi motorizzati a scopo ludico”.

Ad Aprile, la proposta fu ritirata per essere esaminata dopo le elezioni. Nel mentre, il CAI aveva raccolto 45mila firme con la sua petizione. Firme che però sono risultate “inutili”, visto che all’ultima votazione il PDLè stato approvato con 40 voti a favore e 24 contrari.

All’inizio, leggendo qua e la, mi era sembrato di capire che queste modifiche autorizzassero i veicoli a motore a transitare sui sentieri della Regione Lombardia liberamente.

Poi, dopo una ricerca più approfondita su internet, sono riuscito a scaricare sia la relazione sul progetto che il progetto stesso e, infine, la Legge del Consiglio Regionale n.43 (LCR43) che apporta le sue “modifiche” alla LR31/2008.

Le novità salienti, sono riassunte nell’articolo 4 al comma 4bis, che riporto fedelmente:

In deroga ai divieti […] gli enti locali e forestali, per il territorio di rispettiva competenza, possono autorizzare manifestazioni con mezzi motorizzati. […] In ogni caso, preventivamente al rilascio della autorizzazione, i responsabili organizzativi delle predette manifestazioni dovranno prestare congrue garanzie fideiussorie bancarie o assicurative agli enti proprietari dei boschi, dei pascoli, delle mulattiere e dei sentieri, al fine di garantire la copertura dei costi necessari per l’eventuale esecuzione delle opere di conservazione e/o di rimessa in pristino stato dei luoghi, aree, mulattiere e/o sentieri utilizzati per lo svolgimento delle manifestazioni”.

Nella relazione del PDL124 era scritto “Questo intervento risulta opportuno al fine di colmare un vuoto normativo e in considerazione del fatto che le manifestazioni possono costituire una fonte di reddito in aree svantaggiate quali quelle di montagna”.

Non voglio fare ne la filosofia degli ambientalisti ne tanto meno accusare chi ha fatto scempio di costruzioni edilizie, piste da sci e via dicendo, come hanno fatto molti scrivendo “hanno creato ferite indelebili sui costoni delle montagne e sui pascoli, perchè dobbiamo privare i motociclisti del loro spazio? La montagna è di tutti”. Anzi, me ne guardo bene!

Vorrei solo evidenziare l’importanza di quanto riportato nella relazione del PDL124 e in uno degli emendamenti approvati in sede di Consiglio Regionale che riporto di seguito:

  1. le manifestazioni possono costituire una fonte di reddito in aree svantaggiate quali quelle di montagna
  2. i responsabili organizzativi delle manifestazioni prestino congrue garanzie finanziarie fideiussorie bancarie o assicurative agli enti proprietari al fine di un ripristino delle aree interessate dagli eventi

Evidenziato quanto sopra, allora mi chiedo io:

  1. Non è Livigno un Comune della Regione Lombardia?
  2. Un evento del genere non avrebbe portato una sicura fonte di reddito all’area di montagna ospitante? Fonte di reddito che, tra l’altro, si sarebbe protratta anche dopo l’evento, considerato l’effetto volano che avrebbe attratto molti appassionati sul posto
  3. I responsabili organizzativi non erano in grado di prestare congrue garanzie finanziare come specificato nell’emendamento e nel comma 4 bis dell’art.4 della LCR43? Cioè gente, stiamo parlando di Red Bull…

Come siamo capaci a darci la zappa sui piedi noi, nessuno…

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