Natale a Dublino

Per quanto mi potesse sembrare inutile scrivere quattro righe sul nostro Natale a Dublino, scrivendo mi sono reso conto che può non esserlo stato… ma solo per dissuadervi dall’idea di farlo anche voi

Quando abbiamo deciso di partire per Dublino a Natale, mi aspettavo molto di più di ciò che alla fine “non abbiamo trovato” e che mi ha fatto sembrare la nostra “fuga” una cosa veramente inutile… e soprattutto, un dispendio di soldi che avremmo potuto utilizzare per visitare magari un’altra città.

Insomma, bella Dublino, ci mancherebbe. Ma, come dicevamo con un signore di Cork sull’areo del ritorno, può essere la meta ideale per un weekend senza troppe pretese o al massimo la meta alla fine di un road trip in Irlanda. Di certo Dublino non è la meta ideale per un viaggio di due o tre giorni durante le festività natalizie, specie se si vuole tornare a casa con un bagaglio culturale nuovo da assimilare e magari raccontare a qualcuno.

Le dieci cose che mi vengono in mente di getto ogni volta che qualcuno mi chiede “Allora, com’è andata a Dublino?:

  1. abbiamo lottato con il vento fortissimo e la pioggia per 4 giorni
  2. se non fosse per la colazione continentale a buffet dell’hotel e per il pranzo al Summit Inn di Howth, abbiamo mangiato veramente male per 4 giorni
  3. non abbiamo trovato la tanto decantata ospitalità irlandese, anzi…
  4. non abbiamo trovato baldoria, feste e cose del genere in Temple Bar come pensavo
  5. abbiamo trovato tutto (o quasi) chiuso il giorno di Natale e idem il giorno di Santo Stefano (nostro malgrado e per il secondo anno di fila) sia come siti storico-culturali che come ristoranti o affini
  6. siamo quasi rimasti coinvolti in risse famigliari in più di una occasione, tra cui quella in cui una donna incinta (all’interno di una pizzeria “take away”) voleva picchiare il compagno accusandolo di aver fumato canne tutto il giorno, rovesciandogli addosso (a lui e a un ragazzo vicino che non c’entrava niente) la birra rimanente nella lattina che lui stesso aveva in mano. Ah, l’avanzo di galera incinta con il freddo che c’era era uscita di casa in pigiama e ciabatte con la panza scoperta….
  7. siamo rimasti coinvolti in scontri tra nugololi di ragazze e ragazze impazziti che, al grido di uno, iniziavano a correre per Henry Street investendo qualunque cosa si trovasse sulla loro strada. I nostri occhi hanno visto prima un uomo sanguinante dal naso preso a calci, schernito e deriso da questi ragazzi e ragazze, e poi la Polizia cercare di disperderli senza successo
  8. qualcuno ha provato ad aprire la nostra stanza d’hotel mentre noi eravamo all’interno…
  9. a malapena siamo riusciti a visitare le cattedrali di San Patrick (Cristiana) e Christ Church (anglicana), senza rimarne entusiasti comunque
  10. per un soffio siamo riusciti a bere una Guissness al Temple Bar Pub la sera della Vigilia di Natale (appena arrivati in città)

In tutto questo, per fortuna, siamo riusciti a trovare un senso al nostro viaggio scattando delle foto discrete e visitando Howth, un delizioso villaggio di pescatori che si trova a poco più di mezz’ora di bus da Dublino.

Come dicevo, Howth è un grazioso e delizioso villaggio poco fuori Dublino facilmente raggiungibile con il bus 31. Purtroppo non siamo riusciti a visitare il Castello (chiuso per le festività natalizie) ma ci siamo goduti una bella passeggiata sul sentiero che parte dal porto di Howth e termina al faro che si trova sul lato opposto. Una stupenda passeggiata baciata dal sole su una scogliera a picco sul mare che ci ha permesso di vivere un’altra piccola avventura insieme.

La passeggiata sulla scogliera di Howth a Santo Stefano deve essere, per la gente di Dublino, un po’ come la passeggiata ad Arona per i milanesi il lunedì di Pasqua! Infatti c’erano moltissime persone che come noi passeggiavano. Per essere precisi, in alcuni casi erano interi nuclei famigliari composti di nonni, figli, nipoti e pro nipoti. In altri casi, piccoli gruppi di amici o coppiette.

Alla fine della passeggiata abbiamo mangiato al “The Summit Inn” respirando finalmente la tipica “aria da pub non popolato da turisti”, l’ospitalità e la gentilezza tipiche delle popolazioni anglosassoni.

Alla fine, e a conti fatti, Howth, la scogliera ed il Summit Pub hanno salvato il nostro Natale a Dublino!

E adesso “finalmente” direte voi, qualche foto

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