Killing Friday: in MTB sulla neve fresca nel Parco del Campo dei Fiori

Venerdì [l’altro ieri, nda] ne è valsa proprio la pena non andare a dormire dopo 24 ore di servizio: il Parco del Campo dei Fiori innevato di fresca aspettava solo me!

Le premesse per un giro in mountain bike nel Parco del Campo dei Fiori non erano delle migliori venerdì mattina quando stavo per smontare di servizio: pioveva ormai da almeno una decina di ore e l’idea di uscire a fare una ricognizione in mountain bike sul sentiero del Monte Morto [per controllare i lavori di qualche settimana fa e individuare una variante ad un tratto dove si accumula troppo fango, nda] ormai era passata.

Dopo 24 ore di servizio senza chiudere occhio, andare a dormire non mi dispiaceva nemmeno poi così tanto

Fatto il cambio con il collega e consegnata l’arma, prima di andare a casa per il meritato riposo, sono comunque passato dall’Ufficio per cambiarmi e chiudere una pratica in sospeso. “Ora in più o ora in meno sveglio, non fa grande differenza” dico tra me e me mentre accendo il pc e faccio il log-in.

Fuori già nevica, ma senza grosse pretese di attaccare. È piovuto per troppo tempo, asfalto e prato sono intrisi di pioggia.

Siccome però niente accade per caso, mentre sono intento a chiudere la pratica la neve inizia a scendere copiosa e farinosa, tanto da iniziare ad attaccare sui prati proprio sotto la finestra dell’Ufficio. “Argh” penso io “così inizi a tentarmi però, bella mia!” e mentre la scimmia inizia a montare dentro di me, già penso allo scorrere delle ruote di Charlene sulla neve fresca.

Porto in firma la pratica al Capo, protocollo, spedisco e via… dopo un breve “brain-storming” con un collega per le cose da fare settimana prossima, raccatto le mie cose in giro e vado verso la macchina. Nella testa ripasso il giro da fare sulla base delle forze nelle gambe e della neve scesa.

Insomma, sono 27 ore che sono sveglio e in giro a fare cose e la stanchezza un po’ si fa sentire. Durante la notte non ho chiuso occhio ma la vista della neve e l’idea di fare un giro sul Monte Morto mentre sta nevicando mi da la carica giusta per tentare l’avventura.

Uscito dal lavoro, passo dal dirimpettaio Iper a fare il carico di focaccia, pizza e vari tipi di pane. Per rimane in piedi bisogna dare da mangiare a ciò che ci sostiene, e i carboidrati sanno fare molto bene questo compito. Il pane fresco all’uvetta mi metta una carica incredibile, me lo mangio mentre sono in macchina direzione Varese.

In città, a Varese, piante e prati sono tutti bianchi. Quando arrivo al parcheggio di Via al Poggio a Luvinate la dama bianca ha fatto molto bene il suo lavoro: saranno almeno 10 i cm di neve a terra 🙂

Mando un messaggio a Claudia per informarla che sono arrivato e che sto per avviarmi. Nel mentre mi cambio dentro la macchina, sello Charlene e sono pronto per partire. Naturalmente non prima di aver messo la mia Shimano CM-1000 sul casco per riprendere la mia avventura di oggi .

L’ultima volta che ho avuto il piacere di fare sport sotto una copiosa nevicata fu in Germania nel 2012 durante un’esercitazione. Dentro di me montarono delle “vibes” bestiali quel giorno, tanto da farmi correre per almeno 12 km come mai mi era successo prima.

Quando sei all’aperto sotto la neve soffice, hai come l’impressione che tutto si fermi. Il silenzio relativo è rotto solo dal rumore della neve fresca schiacciata dai tuoi passi o dalle ruote della bicicletta o dagli sci che scivolano. Apri la bocca per amplificare la percezione dei rumori ma niente: tutto è fermo, tutto è estremamente fermo!

E non importa quanto fossi stanco venerdì, perchè me la sono proprio goduta alla grande l’uscita in mountain bike al Parco del Campo dei Fiori.

Prima sul sentiero 10 fino alle quattro strade, poi sulla salita verso il Monte Morto e ancora giù lungo la discesa, ad un filo di velocità e con lo sguardo che cercava di inoltrarsi dentro al bosco quanto più possibile. Mi sono goduto ogni centimetro di sentiero, cercando come sempre di trarne il massimo beneficio.

Tornato sul sentiero 10, ero veramente carico. Tanto che, una volta arrivato alla macchina, mi sono cambiato in un batti baleno e ho raggiunto Alessandro [il vice pres dell’associazione sportiva che dirigo, nda] per fare un punto della situazione sull’organizzazione della festa di primavera del 19 marzo prossimo.

E allora perchè andare a dormire (dopo 24 ore di servizio) rinunciando ad un’epica uscita in mountain bike sulla neve fresca? Se non fossi andato, non sarei qui a scrivere un altro capitolo della mia serie “Killing Friday” 😉

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