Langhe e Vinum Alba

Visitare, conoscere, assaggiare, degustare, provare e sperimentare insieme i luoghi che ci ospitano. Eccolo, il nostro “mood di viaggio”

Consigliati dai genitori di Claudia, durante il ponte della “liberazione” ci siamo decisi e finalmente ci siamo dedicati un paio di giorni da turisti nelle Langhe piemontesi, terre di nebbiolo e di tartufo.

Il giorno prima di partire, scoperto qualcosa in più sul sito del touring club italiano, prenotiamo una camera in una cascina in quel di Vernie, a qualche chilometro da Barolo (tra l’altro uno dei pochi posti ad avere ancora qualcosa di libero e capiremo poi il perchè).

Domenica 24 Aprile, ore 11.00: con molta calma, e dopo aver sistemato tutto il “neceser” per Cesare (il gatto di casa), siamo in autostrada. Visto che siamo in vacanza, non c’è nessuna fretta di fare cose o partire, anche perchè Barolo non si muove da dov’è e idem la nostra “camera” presso Cà San Ponzio, la cascina dove abbiamo prenotato la nostra notte fuori.

Una volta giunti a Barolo (giusto un’oretta e mezza di automobile da Milano) optiamo per inserirci subito nel tessuto eno-gastronomico locale fermandoci a mangiare in un circoletto proprio all’ingresso del paese: verandina, tavolo all’aperto, un buon clima e un bel menù completo a 12€… e passa la paura!

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Nebbiolo, agnolotti e arrosto… inseriamoci nel tessuto eno-gastronomico locale

Dopo aver gustato i nostri primi plin (agnolotti), mangiato un leggero arrosto e bevuto il nostro primo mezzo litro di nebbiolo,  facciamo una camminata in paese alla scoperta delle tradizioni e della storia locale. Cammina che ti cammina, giungiamo alla prima visita consigliata dal TCI: il Castello Marchesi Falletti di Barolo (dove ebbe dimora anche Silvio Pellico) con, al suo interno, il Museo del Vino allestito da Francois Confino. Il cammino della visita all’interno del museo è molto ben studiato, strutturato ed altrettanto molto interessante. In uscita, ci soffermiamo per un paio di degustazioni a piacere (e a pagamento) tra 36 tipi di “vinelli” locali… va bene acculturarsi, ma anche l’ugola vuole la sua parte 🙂

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Il Castello di Barolo

Prima di dirigerci nel vicino paese di Vergne (alla volta del nostro alloggio presso Cà San Ponzio) giracchiamo ancora un po’ nel centro storico di Barolo: tra cantine, vicoli, odori e sapori locali, la visita alle cantine Marchesi di Barolo è d’obbligo e non ce la facciamo mancare.

Recuperata “Big Mama” (la mia Touran, per chi non lo sapesse io sono uso dare nomi ai miei mezzi di locomozione), sulla strada per Vergne ci fermiamo a curiosare tra le vigne di nebbiolo sulla collina, scoprendo (attraverso la guida) interessanti storie e leggende tramandate negli anni sui manieri locali, teatri, sembra, di orge e festini vari di altri tempi!

Al fin giungiamo a Cà San Ponzio dove ad accoglierci c’è Maurizio, uno dei proprietari, che ci illustra il “funzionamento molto autogestito” dei servizi per gli ospiti, cantina dei vini compresa: scegli, prelevi, versi, segni su un foglietto quello che hai preso ed il numero della stanza, ed il gioco è fatto. Vale per la cantina come per il distributore automatico del caffè. A molti potrà sembrare normale, ma normale non è considerato che nel nostro paese non è cosa da tutti i giorni fidarsi del prossimo senza “controllarlo”.

Il posto è fantastico, la cascina è stata ristrutturata molto bene e la nostra camera è molto più grande di quanto ci aspettavamo. Una famiglia ha disdetto la camera proprio il giorno prima e a noi, insomma, anche questa volta c’è andata bene!

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Preso possesso della stanza, ci rinfreschiamo un po’ e, prima di uscire per cena, cogliamo l’occasione per degustare un bicchiere di ottimo Arneis Roero Bric Cenciurio e assaggiare salumi e formaggi che Maurizio ci ha fatto trovare già pronti in cantina, sapendo che saremmo scesi… questi si che sanno come far felici i loro clienti 🙂

Ora di cena, dopo aver chiesto consigli ai locals, ci dirigiamo a La Morra, altro paese poco distante da Vernie, di cui avevamo letto sulla guida del TCI.

Complice il vento forte ed il freddo, il centro storico di La Morra è praticamente deserto e, visto che i ristoranti non ci attizzano più di tanto, dopo una breve passeggiata nel borgo antico dirigiamo nuovamente verso una altrettanto deserta Barolo dove, al terzo tentativo (sono già quasi le 22.00 e anche se per noi è normale magiare a quest’ora, per molti sembra non esserlo) riusciamo a sederci per mangiare “qualcosa”: cinghiale in salsa di barolo, brasato al barbera, baci di dama e panna cotta (questi ultimi offerti dalla casa) e una bottiglia di nebbiolo… insomma, in meno di 12 ore siamo perfettamente inseriti nel tessuto eno-gastronomico locale! Mission accomplished, e adesso a nanna 🙂

Lunedì mattina, secondo giorno nelle Langhe: iniziamo la giornata con una colazione più che abbondante e ricca di prodotti bio e fatti in casa. Triplo giro per me, è “melius abundare quam deficere” visto che la giornata prevede visite a destra e sinistra prima di tornare a casa.

Una volta saldato il conto e ringraziato Maurizio per l’eccellente ospitalità (e chiesto dove poter comprare qualche buon vino locale senza svenarci troppo), torniamo a Barolo per gli ultimi acquisti eno-gastronomici prima di dirigerci verso Grinzane Cavour in visita al Castello locale che fu dimora giovanile di Camillo Benso Conte di Cavour (che fu anche Sindaco del paese tra le cose). Il Castello, in ottimo stato conservativo, merita veramente una visita ed il percorso interno è ben strutturato anche se, arrivati in cima, si è costretti a ripercorrere i propri passi all’indietro sullo stesso tragitto, costringendo quindi il visitatore a passare due volte dallo stesso punto e confondendo in un certo qual modo alcuni dei visitatori (come abbiamo potuto notare).

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Il Castello di Camillo Benso, Conte di Cavour

Finita la visita al Castello, a Grinzane non c’è molto di più da vedere; risaliamo quindi in macchina e, con l’idea di passare da Asti lungo la via, dirigiamo verso casa.

Presa una strada provinciale a caso, seguendo l’istinto e orientandoci attraverso i “punti noti” con una certa rilassatezza alla guida, ci ritroviamo “per caso” ad Alba. Mentre seguo i cartelli per l’autostrada, rivolgendomi a Claudia le faccio “e se ci fermassimo per un caffettino ed un passeggio veloce? Fretta non ne abbiamo tanto“. Lei annuisce e proprio nel mentre ti becco un parcheggio vuoto proprio a ridosso di quella che mi sembra la piazza centrale; sistemo lontano dagli occhi e dal sole le bottiglie di Barolo acquistato, recupero giacca, sigari e ci siamo… senza volerlo, come ci accade spesso nel nostro girovagare “a caso”, sta per prendere vita il meglio del nostro viaggio: ci siamo imbattuti nel VINUM 2016 e cioè nel festival nazionale dei vini di Langhe, Roero e Monferrato!

Preso il nostro bel carnet da 15 degustazioni, abbiamo iniziato il nostro viaggio eno-gastronomico, lasciando Alba dopo 6 ore con il sorriso sulle labbra e tanta voglia di tornare nelle Langhe quanto prima, naturalmente anche per visitare quei posti che non siamo riusciti a vedere questa volta.

Nella quiete delle Langhe, qui dove non è più alpe, non è ancora mare

E adesso, vi lasciamo con il resto delle foto, raccolte in una piccola gallery 😉

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