Una giornata sullo snowboard con Santo

La montagna da, la montagna prende

Ma partiamo dal principio.

La giornata inizia “rock” da subito. Sono le 06.30 e dell’ottimo Rock pompa dall’mp3 alle casse dell’impianto della macchina già bella incazzata.

Arrivo a casa a Busto (ho dormito da Claudia), recupero tavola da snowboard e scarponi e raggiungo Sandro al solito puntello per le 07.00.

Alle 07.10 siamo già in autostrada direzione Scopello, per poi salire sull’Alpe di Mera a mezzo funivia.

Durante il viaggio “scrofaniamo” un paio di mascherine al cioccolato dell’Esselunga (un biscotto di burro a forma di mascherina di carnevale), spariamo minchiate, parliamo di musica, cazzeggiamo… siamo gasati!

Alle 08.30 siamo sotto gli impianti. Con calma ci prepariamo per poi dirigerci alla cassa ed acquistare un mattiniero: “15€ signori grazie” ci dice la cassiera. Bisogna venirci più spesso a sciare quassù, a ‘sti prezzi!” penso io.

La prima seggiovia che ci porterà in quota, è lenta, molto lenta… ma a noi non ci corre dietro nessuno, quindi ci godiamo tutta la neve caduta, le suppellettili cadute a sciatori/snowboarders [che staranno ancora cristando per aver perso un guanto piuttosto che una racchetta da neve, nda] e anche il panorama dietro di noi!

Sulla funivia Scopello Alpe di Mera per una giornata di snowboard in compagnia
Sulla funivia Scopello – Alpe di Mera

Arrivati in quota, dopo un passaggio al bar per caffè, agganciamo le tavole e taaaacccc… un paio di voltoni  subito subito, non me li toglie nessuno!

E’ più di un anno che non metto la tavola, e l’ultima volta l’ho fatto per mezza giornata. Se poi ci mettiamo anche che non è da tantissimo che vado e che soprattutto lo faccio discontinuamente…. ci stavano!

Prendiamo un’altra seggiovia e andiamo ancora più su. Scendiamo, agganciamo le tavole e poi via in discesa, seguendo i consigli di Ezio, un amico delle superiori che oggi è maestro di sci e snowboard e con il quale ho fatto lezione lo scorso anno al Terminillo.

muovi le spalle, punta la curva spostando il peso sul piede avanti, lo sguardo sempre in direzione di dove stai curvando, non distoglierlo mai verso dietro, stai basso e non alzarti fino a curva finita. Non alzarti con il sedere fino a curva finita perchè il peso si sposta sul piede dietro ed ecco li che è la volta buona che voli

Diceva il maestro… ma chi ci ripensava, finché non ho tirato una mina che me lo ha fatto ricordare, con conseguenze sulla mia caviglia sinistra.

Li per li non c’ho dato peso “sarà una piccola botta come sempre” penso io e riprendo. Ma sento che non va qualcosa, perchè quando sposto il peso sul piede davanti (il sinistro, appunto) un po’ fa male.

Tra una caduta e un’altra, un paio di curve fatte a regola d’arte, un paio di soste per riprendere fiato e via dicendo, arriviamo alla seggiovia a valle, quella a metà strada tra Scopello e l’Alpe di Mera.

Alzo la tavola con il piede sinistro per mettermi per bene seduto e sento che la caviglia fa male. Ma ormai siamo in ballo e quindi balliamo e andiamo avanti a surfare la neve, perchè la giornata è perfetta e sarebbe un peccato mollare adesso.

Vista sulla Valsesia innevata dalla funivia Scopello Alpe di Mera
Vista sulla Valsesia innevata dalla funivia Scopello-Alpe di Mera

Dopo esser scesi dall’ennesima seggiovia e sull’ennesima pista, ci fermiamo a prendere un caffè in uno dei bar sulle piste e ci accorgiamo che nel mentre sono già le 11.20.

E’ ora di tornare a valle e quindi decidiamo di farne un’altra e poi rientrare. Al crocevia con la seggiovia che ci riporterebbe a valle, io opto per salirci, non voglio stancare troppo la caviglia e magari peggiorare la situazione. Sandro invece decide di andare giù per farsi un “rientro” su pista innevata (non capitano spesso le condizioni ideali per farlo qui, in pista si intende!!!).

Quando arrivo a valle la situazione non è rosea: la caviglia fa male a bestia e faccio fatica a camminare. Nel mentre ci cambiamo, saliamo in macchina, apriamo un paio di birre per brindare alla giornata e torniamo verso casa.

Lascio Sandro al punto di ritrovo della mattina e vado subito al PS dell’Ospedale di Busto Arsizio dove per mia fortuna non c’è troppa gente: nel giro di un paio di ore sono già visitato, raggiato con gli X e visitato di nuovo dall’ortopedico. Il referto medico parla di una distorsione, curabile in 20 giorni (6 giorni di stampelle, poi tutore).

Esco dall’ospedale, vado in farmacia a prendere un paio di scatole di OKI ed il ghiaccio da mettere sulla caviglia e poi torno verso casa. Ma prima, per risollevare il morale, passo al Mc Donald e con calma mi gusto un bel menù completo di quelli della serie “American Tastes” arricchendolo anche con i pan cakes e le mozzarelle fritte!!!

menù american tastes al mc donald per rinfrancare lo spirito dopo la caduta sullo snowboard
Rinfranchiamoci lo spirito 🙂

Torno a casa, scarico la macchina, sistemo le cose della giornata sulla neve, metto a fare una lavatrice e mi rilasso un po’ sul letto. Ghiaccio sulla caviglia e nel mentre chiamo mia Mamma per dirgli di preparami il letto in taverna per questi giorni che sarò al paesello; perchè magari non è proprio il caso di fare la scala a chiocciola della mansarda con le stampelle!!!

Resoconto della giornata: 15 giorni di riposo forzato in cambio di mezza giornata di “snow riding” in compagnia di un amico con il quale non ero mai riuscito a girare sulla neve. Uno scambio equo direi, soprattutto perchè anche oggi (se pur di poco) ho incrementato le mie skills sulla tavola.

La montagna da, la montagna prende

La mia caviglia fasciata dopo la botta rimediata con lo snowboard all'Alpe di Mera
La mia caviglia fasciata dopo la botta rimediata con lo snowboard all’Alpe di Mera
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4 Comments Add yours

  1. nicoriga ha detto:

    Nuoooooo 😬😬😬

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    1. Marco Angeletti ha detto:

      Roba vecchia Nico però 🙂 ho importato il blog che avevo su blogger e piano piano (dopo averli sistemati) pubblicherò qui con le stesse date i post più salienti 🙂

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  2. Marco Angeletti ha detto:

    direi…a volte ancora mi duole la caviglia, e sono passati 3 anni! ahahahahaha

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